MORENICA

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U PARRINU

Giov 2 luglio 2015 h 22.00       Cortile del Castello di Ivrea*
U PARRINU – la mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia.

Di e con Christian Di Domenico.

La storia di Padre Pino Puglisi ucciso dalla Mafia, raccontata con misura e affetto dall’attore Cristian Di Domenico, che l’aveva conosciuto personalmente. “Nu parrinu strano. Anticonformista. Che metteva i calzoni. E che, al mare, ci andava con i ragazzini delle periferie perché, almeno una volta, giocassero lontano dalle strade.”

In collaborazione con Ivreaestate e “Libera Ivrea e Canavese”
8€

Mi capita spesso di rimanere stupito quando mi dicono che i grandi, e intendo i grandi uomini, andavano in un posto da mortali come il mare, da corpi di peccatori buttati al sole.

D’estate magari, in Sicilia, dentro quel caldo d’inferno. E’ che uno non se l’immagina proprio.

Ma il futuro parrinu di Brancaccio, a Palermo, assassinato dalla mafia nel settembre novantatré davanti casa con un colpo di pistola alla nuca, al mare ci andava eccome. Perché era nu parrinu strano.

Anticonformista. Che metteva i calzoni. E ci andava con i ragazzini delle periferie perché, almeno una volta, giocassero lontano dalle strade.

Ecco, la storia di Christian inizia proprio al mare, su una scogliera, precisamente. La mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia; una storia semplice, narrazione di un attore solo con na pocu di musica. Nu ricordu sfumato, che si snoda tra fatti di cronaca, politica e lotta sin da quella prima giornata di mare coi bambini du parrinu strano coi calzoni.

Lì Christian fa esperienza dell’onore dei mafiosi, obbligati sin da bambini a non chiedere mai scusa a nessuno. Ma il ragazzo impara anche l’onore del perdono, che Pino porterà a san Gaetano di Brancaccio, quartiere con la più alta concentrazione mafiosa dell’intera Sicilia, e che manterrà sempre fino a quel giorno di metà settembre novantatré.

Qualche anno dopo Christian ritorna su quella scogliera. E inizia da lì, dal suo ricordo, a raccontarci di Pino, dell’amico di famiglia, dell’uomo di chiesa, del maestro di scuola. Che aveva imparato a perdonare, in punto di morte, la violenza di chi ne era incapace e già gli puntava la pistola alla nuca. Ed era sicuro che il perdono, con l’esempio e il racconto, potesse essere insegnato.

Ho avuto il privilegio di presentare il mio spettacolo in anteprima il giorno 22 maggio 2013, a Palermo, sull’altare della Chiesa di San Gaetano nel quartiere Brancaccio; su quello stesso altare su cui don Pino ha officiato messa negli ultimi tre anni della sua vita. Il 25 maggio 2013, presso il Foro Italico di Palermo, si è celebrata la Beatificazione di Padre Pino Puglisi. Da quel giorno, soltanto grazie ad un incredibile e inaspettato “passaparola”, sto portando il mio racconto ovunque mi venga richiesto: Chiese, Scuole, Circoli, Teatri, Piazze… Era da tempo che sentivo l’urgenza, la necessità, di rendere onore alla memoria di don Pino, utilizzando gli strumenti della mia professione. L’occasione della Beatificazione e del ventennale della sua morte ( 15 settembre 1993-15 settembre 2013) è stata la molla che mi ha fatto muovere il primo passo. L’ho conosciuto grazie a mia madre, che è siciliana, e che l’ha avuto come guida spirituale, confessore, insegnante di religione e, infine, amico, fin dai tempi del collegio. E’ stato lui a sposare i miei genitori. Quando aveva qualche giorno libero, veniva a trascorrerlo con la mia famiglia. Era strano avere un prete in casa. Con lui si dicevano le preghiere a tavola e certe cose, in sua presenza, era difficile anche solo pensarle… “Quelli che pensano troppo prima di muovere un passo, trascorrono la vita su un piede solo” Questa è una delle celebri frasi di Padre Pino Puglisi che mi è servita da monito. Così ho preso la decisione di lasciare tutte le occupazioni precedenti per dedicarmi completamente a questo progetto, avendo, come unico supporto, l’affetto e l’aiuto dei miei familiari e, successivamente, di tutti coloro che, avendo visto lo spettacolo, hanno avuto la bontà di consigliarlo.

 

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