MORENICA

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CUORI SOSPESI

Ven 5 giugno  2015         h 21.00       Teatro Bertagnolio – Chiaverano
CUORI SOSPESI – tragedie  eventuali

mise en éspace  da “Tutto può capitare. A teatro. Monologhi, dialoghi e racconti”  di Viridiana Casali , edito da Marchetti.
Di  Tecnologia Filosofica_Morenica  Cantiere Canavesano
con  Elena Bonato, Gianluca Bottoni, Francesca Brizzolara, Viridiana Casali, Renato Cravero, Riccardo Maffiotti, Elena Valente.
Disegno di Lucio Diana

Si tratta di quel momento in cui tutto è ancora possibile, di quell’istante in cui il tragico si affaccia prima di compiersi o di non compiersi. E può essere che la catastrofe arrivi davvero o che ci faccia l’occhiolino da una finestra socchiusa e poi scompaia, lasciando filtrare il sole.

Il progetto nasce nel gennaio 2012 da un’idea di Michele Di Mauro, concretizzatasi presto in un ricco lavoro di scrittura dell’autrice Viridiana Casali che ha prodotto una serie di monologhi e dialoghi ispirati alle opere di E. Hopper.

La collaborazione di M.Di Mauro con Tecnologia Filosofica risale al 2009.
In “Der augenblick dort (“Quell’attimo lì”), progetto che mescolava linguaggi e attitudini diverse (dalla scrittura alla danza passando attraverso il testo su musica), il mito di Orfeo aveva fatto da filo rosso.
Questo secondo progetto deriva da un segno più labile, meno definito e potente di quanto non fosse il mito.
Parte da una posizione (o uno stato) che ha un nesso forte col nostro presente.

Può essere che la tragedia possibile si trasformi in commedia eventuale.

E che ci strappi persino qualche risata.
E così, anche per oggi, ce la siamo cavata.
Per oggi. Appunto.
È quel brivido che ci coglie nostro malgrado davanti alla precarietà, alla vulnerabilità, alla fragilità della nostra condizione.
Persino tra i tavoli splendidamente apparecchiati, le tovaglie di fiandra, i calici di cristallo e i nastri azzurri c’è sempre da qualche parte una crepa. Che scricchiola.
C’è sempre nel candore della tovaglia una macchiolina vermiglia (di gelato, di sangue?)
C’è  una diffusa condizione di bilico esistenziale ma anche epocale.
Se ascolti bene, se tendi l’orecchio, puoi sempre sentire un suono strano che viene dal bosco. Un uccello notturno forse. Ma no, è un gatto! Certo.
Apperò…somiglia un po’ troppo a un lamento.
Siamo partiti da Carver e da E. Hopper.
Ci son piaciuti quei quadri di gente che guarda sempre altrove (un altro tempo? un altro paese?).
Non qui, non ora. Ma anche sì .
Come se il punto solido e, pertanto, forse, permanente, non potesse che essere da un’altra parte.
Ci è piaciuta l’attesa (ad – tendere cioè tendere verso).
Il verbo “attendere” che a differenza di “aspettare” indica un atteggiamento attivo.

E ci è piaciuto Carver. Tanto.
Ma anche Pinter (Notte, Problema).
Gira in questi racconti (monologhi o dialoghi) la consapevolezza che “può capitare”. Cosa? Tutto.Tutto può capitare.

I testi nascono prevalentemente da quadri di Hopper ma sono presenti anche opere di R.Tuschman e un’opera di Lucio Diana.

Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto. Dipende dallo sguardo dello spettatore.

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